martedì 3 giugno 2008

Le sparizioni

Scott Heim
Edizioni: Neri Pozza Bloom
pp 320, Euro 17,00
traduzione dall'inglese di Luca Briasco

In Kansas viene ritrovato un ragazzo scomparso. È morto, il corpo gettato in un campo. L’omicidio ossessiona una vedova nel crepuscolo della vita, Donna, e risveglia la memoria travagliata e paradossalmente malinconica del suo passato, delle sue ossessioni. Donna è stata rapita da bambina, e in quella sparizione si cela il momento magico della sua esistenza, una parentesi di affetto e dolcezza, di intensità e desiderio che ha lasciato in lei il rimpianto di un paradiso perduto. E quell’esperienza l’ha segnata in molti modi, le ha trasmesso il gusto morboso di seguire le sparizioni dei bambini, i rapimenti, i traumi delle famiglie distrutte dalla violenza di una scomparsa improvvisa. Questa passione le fa leggere avidamente le storie sui giornali, collezionare articoli, foto, ogni dettaglio, ed è stata a lungo un segreto, un’ossessione e uno strano gioco condiviso con il figlio Scott, ormai adulto, che vive a New York, a sua volta tormentato da un’oscurità persistente, alleggerita solo dalle droghe, dalle pillole per dormire.
Un giorno Scott decide di tornare in Kansas per aiutare la madre gravemente malata, per sostenerla nella sua volontà di scrivere un libro sui bambini scomparsi e ravvivare ancora quel loro «hobby». Ma una volta nella casa della sua infanzia il figlio troverà qualcosa di diverso, e di terribile.
Nel seminterrato Scott scopre una stanza segreta che non ricordava, e dentro, ammanettato, un ragazzo…
Un romanzo scritto come un noir classico, nitido e minuzioso, amaro e rovente, colmo di mistero e di inquietudine. Allo stesso tempo una anatomia lacerante di una famiglia di oggi, invischiata nelle emozioni, nei silenzi, nella ritrosia delle cose mai dette che pesano come macigni su un amore invincibile, travagliato e tenace, quello tra madre e figlio. Con la poesia struggente e inquieta di un’infanzia che si prolunga nell’età adulta, senza mai sbocciare veramente nel fiore della felicità.

Scott Heim è nato a Hutchinson, Kansas, nel 1966. Ha esordito nel 1995 con Mysterious Skin, un romanzo di culto ristampato in decine di edizioni e trasposto al cinema da Gregg Araki nel 2004, in un film presentato alla Mostra del cinema di Venezia con grande successo critico e di pubblico. Nel 1997 è uscito In Awe, e per dieci anni Heim ha lavorato a Le sparizioni, che è uscito nel febbraio 2008 negli Stati Uniti.


Hanno scritto:

Uno degli autori che cambieranno il corso della letteratura contemporanea».
New York Times

«Originale e smagliante, un thriller splendido, pieno di tensione, meravigliosamente riuscito, una scrittura degna di Paul Auster».
Publishers Weekly

«Scott Heim lavora sui detriti fantastici di una generazione senza qualità non per creare un inutile e ridondante effetto di verosimiglianza, ma per sollecitarne, in maniera poetica, una straripante energia simbolica».
Emanuele Trevi, Il manifesto

«Scott Heim è giudicato dai massimi recensori americani uno degli attuali giovani scrittori piú dotati e promettenti».
La Repubblica

lunedì 2 giugno 2008

L'estate dei morti viventi

di Lindqvist John Ajivide
Edizioni: Marsilio
pp. 384 , Euro 17,50
traduzione di G. Puleo

«Perché camminava in punta di piedi se era una cosa così ridicola? Perché l’impossibile esiste al limite estremo dell’esistenza. Il più piccolo movimento sbagliato, il minimo disturbo e può succedere qualcosa. Il ridicolo può trasformarsi in qualcosa di terribile.»

«Un capolavoro. Uno dei pochi libri che fa veramente capire al lettore cos’è la morte. E che i morti bisogna lasciarli in pace» Horace Engdahl, segretario permanente del Comitato per il Premio Nobel

«Lo Stephen King svedese. Impossibile smettere di leggerlo» AMELIA

Stoccolma è sull’orlo del caos. Dopo un’ondata di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità: le luci non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori continuano a girare. E mentre nell’aria si avvertono strani ronzii, si scatena una violenta emicrania collettiva.
È un ubriaco a vedere per primo una minuscola larva bianca che come uno spirito penetra il marmo di una lapide. Poco dopo, si diffonde la notizia che negli obitori i morti si stanno risvegliando.
La prospettiva di ritrovare i «cari estinti» scatena le reazioni più disparate in una società che fa di normalità e consuetudine il proprio paradigma, ora improvvisamente sconvolta da un fenomeno incomprensibile. E così, tra tanti, un vecchio giornalista corre a disseppellire il nipotino; un’anziana signora riceve una visita alquanto insolita in piena notte; un uomo disperato è convinto di poter riavere la moglie.
Ma quando i morti tornano, cosa vogliono? Quello che desiderano tutti: tornare a casa. E riaverli con sé, non è esattamente come ci si aspettava.
Scrittore horror di originale talento nel panorama letterario nordico, John Ajvide Lindqvist racconta una storia emozionante sulle nostre paure più grandi e l’amore che sfida la morte. Perché alla fine, è proprio d’amore che si tratta, della capacità di lasciare i morti al luogo cui appartengono, trattenendoli soltanto nei nostri ricordi. «Ed è lì che devono restare, da nessun’altra parte.»

John Ajvide Lindqvist è nato in Svezia nel 1968 ed è cresciuto a Blackeberg, sobborgo di Stoccolma. Ha fatto per anni il prestigiatore, è autore televisivo, di sceneggiature e testi teatrali. Di Lindqvist, Marsilio ha pubblicato Lasciami entrare, best-seller in patria e tradotto in dodici lingue, da cui è stato tratto un film con la regia di Tomas Alfredsson, vincitore del Nordic Film Prize, presentato all’edizione 2008 del Tribeca Film Festival di New York.

mercoledì 21 maggio 2008

Il giuramento

di Jean-Christophe Grangé
Edizioni Garzanti
pp. 682, euro 18,60
traduzione Doriana Comerlati

Parigi. Nessun segno di colluttazione, blocchi di cemento legati in vita con il filo di ferro, la medaglia di san Michele stretta nella mano, come per proteggersi, e poi un tuffo nel fiume. Sembrano non esserci dubbi: il poliziotto Luc Soubeyras ha cercato di uccidersi ed è un vero miracolo se adesso giace in coma in un letto d'ospedale. Ma il comandante della Squadra Criminale Mathieu Durey, il migliore amico di Luc dai tempi della scuola, non crede all'ipotesi del suicidio. Conosce Soubeyras meglio di chiunque altro, e sa che, da fervente cattolico qual è, non avrebbe mai potuto compiere un gesto così contrario alla sua religione. Eppure Luc è un padre di famiglia e un bravo poliziotto: chi mai avrebbe cercato di ucciderlo simulando un suicidio? A Mathieu non resta che indagare nel passato dell'amico. L'ultimo caso su cui stava lavorando sembra solamente uno tra tanti. Ma, dietro quell'apparente normalità, c'è un'inchiesta segreta condotta da Luc all'insaputa di tutti, l'indagine sulla morte di una donna, uccisa secondo un preciso rituale. Un rituale presente in altri efferati delitti compiuti in tutta Europa, che porterà Mathieu sulle tracce di una misteriosa setta.

mercoledì 7 maggio 2008

La donna del collezionista

di Noah Charney
Edizioni Longanesi
traduzione di Lucia Barni
pp. 336, Euro 17,60

La contemporanea scomparsa di un dipinto del Caravaggio da una piccola chiesa di Trastevere, a Roma, e di un famoso "Bianco su bianco" di Kazimir Malevic a Parigi, sembrano non avere nulla a che fare l'una con l'altra. Ma poi alla National Gallery di Londra viene trafugata l'ultima acquisizione del museo. A Roma, insieme ai carabinieri, indaga Gabriel Coffin, un famoso esperto d'arte e collezionista, che ha un interesse personale nel partecipare all'inchiesta: vuole infatti ottenere uno sconto di pena per la donna della sua vita, abilissima ladra d'arte su commissione, in carcere a Torino dopo una soffiata del suo anonimo e malvagio committente. A Parigi e a Londra i casi sono affidati rispettivamente all'ispettore della Sûreté Jean-Jacques Bizot, un goloso gourmand affiancato da un simpatico compagno di bagordi, e al solitario ispettore di Scotland Yard Harry Wickenden. Le indagini si svolgeranno nel mondo colto ed elegante degli appassionati d'arte, tra colpi di scena, richieste di riscatto e giri di denaro vertiginosi.

mercoledì 20 febbraio 2008

Ultimo avvertimento

James Patterson
Edizioni Longanesi
pp. 284, euro 16,60
Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Nel villaggio di Sunrise Valley, nel deserto del Nevada, esplode una potentissima bomba: un intero paese viene cancellato dalla faccia della terra. La notizia arriva ad Alex Cross mentre è in vacanza con la fidanzata, e il giorno dopo una telefonata al direttore dell'FBI rivendica l'attentato. Il Lupo è tornato. Il pericolosissimo boss della mafia russa, senza un nome e un volto, aveva già incrociato il destino di Alex Cross: ora ha al suo fianco un complice altrettanto temibile - il genio del male soprannominato la Donnola, un'altra vecchia conoscenza di Cross -, e minaccia di distruggere le grandi città del pianeta, se non verrà pagato un riscatto altissimo. Washington, New York, Londra, Francoforte: nessuna metropoli è al sicuro. Perché il conto alla rovescia è partito, e l'ultimatum sta per scadere. I leader mondiali hanno quattro giorni di tempo per impedire l'ecatombe. Nel giro di poche ore, Cross si trova catapultato in un pericoloso intrigo internazionale: in collaborazione con Scotland Yard e con l'Interpol, deve districarsi in un groviglio di false piste e agenti di servizi stranieri, per riuscire, finalmente, a scoprire la vera identità del suo nemico numero uno.