di Jean-Christophe Grangé
Edizioni Garzanti
pp. 682, euro 18,60
traduzione Doriana Comerlati
Parigi. Nessun segno di colluttazione, blocchi di cemento legati in vita con il filo di ferro, la medaglia di san Michele stretta nella mano, come per proteggersi, e poi un tuffo nel fiume. Sembrano non esserci dubbi: il poliziotto Luc Soubeyras ha cercato di uccidersi ed è un vero miracolo se adesso giace in coma in un letto d'ospedale. Ma il comandante della Squadra Criminale Mathieu Durey, il migliore amico di Luc dai tempi della scuola, non crede all'ipotesi del suicidio. Conosce Soubeyras meglio di chiunque altro, e sa che, da fervente cattolico qual è, non avrebbe mai potuto compiere un gesto così contrario alla sua religione. Eppure Luc è un padre di famiglia e un bravo poliziotto: chi mai avrebbe cercato di ucciderlo simulando un suicidio? A Mathieu non resta che indagare nel passato dell'amico. L'ultimo caso su cui stava lavorando sembra solamente uno tra tanti. Ma, dietro quell'apparente normalità, c'è un'inchiesta segreta condotta da Luc all'insaputa di tutti, l'indagine sulla morte di una donna, uccisa secondo un preciso rituale. Un rituale presente in altri efferati delitti compiuti in tutta Europa, che porterà Mathieu sulle tracce di una misteriosa setta.
mercoledì 21 maggio 2008
mercoledì 7 maggio 2008
La donna del collezionista
di Noah Charney
Edizioni Longanesi
traduzione di Lucia Barni
pp. 336, Euro 17,60
La contemporanea scomparsa di un dipinto del Caravaggio da una piccola chiesa di Trastevere, a Roma, e di un famoso "Bianco su bianco" di Kazimir Malevic a Parigi, sembrano non avere nulla a che fare l'una con l'altra. Ma poi alla National Gallery di Londra viene trafugata l'ultima acquisizione del museo. A Roma, insieme ai carabinieri, indaga Gabriel Coffin, un famoso esperto d'arte e collezionista, che ha un interesse personale nel partecipare all'inchiesta: vuole infatti ottenere uno sconto di pena per la donna della sua vita, abilissima ladra d'arte su commissione, in carcere a Torino dopo una soffiata del suo anonimo e malvagio committente. A Parigi e a Londra i casi sono affidati rispettivamente all'ispettore della Sûreté Jean-Jacques Bizot, un goloso gourmand affiancato da un simpatico compagno di bagordi, e al solitario ispettore di Scotland Yard Harry Wickenden. Le indagini si svolgeranno nel mondo colto ed elegante degli appassionati d'arte, tra colpi di scena, richieste di riscatto e giri di denaro vertiginosi.
Edizioni Longanesi
traduzione di Lucia Barni
pp. 336, Euro 17,60
La contemporanea scomparsa di un dipinto del Caravaggio da una piccola chiesa di Trastevere, a Roma, e di un famoso "Bianco su bianco" di Kazimir Malevic a Parigi, sembrano non avere nulla a che fare l'una con l'altra. Ma poi alla National Gallery di Londra viene trafugata l'ultima acquisizione del museo. A Roma, insieme ai carabinieri, indaga Gabriel Coffin, un famoso esperto d'arte e collezionista, che ha un interesse personale nel partecipare all'inchiesta: vuole infatti ottenere uno sconto di pena per la donna della sua vita, abilissima ladra d'arte su commissione, in carcere a Torino dopo una soffiata del suo anonimo e malvagio committente. A Parigi e a Londra i casi sono affidati rispettivamente all'ispettore della Sûreté Jean-Jacques Bizot, un goloso gourmand affiancato da un simpatico compagno di bagordi, e al solitario ispettore di Scotland Yard Harry Wickenden. Le indagini si svolgeranno nel mondo colto ed elegante degli appassionati d'arte, tra colpi di scena, richieste di riscatto e giri di denaro vertiginosi.
mercoledì 20 febbraio 2008
Ultimo avvertimento
James Patterson
Edizioni Longanesi
pp. 284, euro 16,60
Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Nel villaggio di Sunrise Valley, nel deserto del Nevada, esplode una potentissima bomba: un intero paese viene cancellato dalla faccia della terra. La notizia arriva ad Alex Cross mentre è in vacanza con la fidanzata, e il giorno dopo una telefonata al direttore dell'FBI rivendica l'attentato. Il Lupo è tornato. Il pericolosissimo boss della mafia russa, senza un nome e un volto, aveva già incrociato il destino di Alex Cross: ora ha al suo fianco un complice altrettanto temibile - il genio del male soprannominato la Donnola, un'altra vecchia conoscenza di Cross -, e minaccia di distruggere le grandi città del pianeta, se non verrà pagato un riscatto altissimo. Washington, New York, Londra, Francoforte: nessuna metropoli è al sicuro. Perché il conto alla rovescia è partito, e l'ultimatum sta per scadere. I leader mondiali hanno quattro giorni di tempo per impedire l'ecatombe. Nel giro di poche ore, Cross si trova catapultato in un pericoloso intrigo internazionale: in collaborazione con Scotland Yard e con l'Interpol, deve districarsi in un groviglio di false piste e agenti di servizi stranieri, per riuscire, finalmente, a scoprire la vera identità del suo nemico numero uno.
Edizioni Longanesi
pp. 284, euro 16,60
Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Nel villaggio di Sunrise Valley, nel deserto del Nevada, esplode una potentissima bomba: un intero paese viene cancellato dalla faccia della terra. La notizia arriva ad Alex Cross mentre è in vacanza con la fidanzata, e il giorno dopo una telefonata al direttore dell'FBI rivendica l'attentato. Il Lupo è tornato. Il pericolosissimo boss della mafia russa, senza un nome e un volto, aveva già incrociato il destino di Alex Cross: ora ha al suo fianco un complice altrettanto temibile - il genio del male soprannominato la Donnola, un'altra vecchia conoscenza di Cross -, e minaccia di distruggere le grandi città del pianeta, se non verrà pagato un riscatto altissimo. Washington, New York, Londra, Francoforte: nessuna metropoli è al sicuro. Perché il conto alla rovescia è partito, e l'ultimatum sta per scadere. I leader mondiali hanno quattro giorni di tempo per impedire l'ecatombe. Nel giro di poche ore, Cross si trova catapultato in un pericoloso intrigo internazionale: in collaborazione con Scotland Yard e con l'Interpol, deve districarsi in un groviglio di false piste e agenti di servizi stranieri, per riuscire, finalmente, a scoprire la vera identità del suo nemico numero uno.
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mercoledì 30 gennaio 2008
La regola di Machiavelli
Allan Folsom
Longanesi, 2008
Pag. 508, Euro 18,60
Traduzione Stefano Bortolussi
Madrid. Il presidente degli Stati Uniti John Henry Harris, in Europa per incontrare i capi di Stato dei Paesi membri della Nato, scopre che nel suo entourage si annidano pericolosi nemici della democrazia e della pace. I nemici si ispirano a un'appendice segreta del Principe di Machiavelli, la Regola, un documento custodito per cinquecento anni dalla setta più spietata del mondo, una confraternita internazionale alla quale appartengono uomini di potere assolutamente insospettabili. Washington. Quando Nicholas Marten riceve la telefonata di Caroline, il suo primo amore, è troppo tardi. Lei ha perso il figlio e il marito - un influente membro del Congresso - in un incidente aereo ed è stata ricoverata in seguito a un malore. All'arrivo di Nicholas, la donna è già in fin di vita, ma prima di morire mormora frasi sconnesse in cui accenna a una mano omicida che avrebbe colpito prima i suoi cari e poi lei. Sentendo che nelle ultime parole di Caroline ci sono troppi misteri, Nicholas decide di indagare. Ma non immagina l'orrore che lo aspetta e, soprattutto, quale alta personalità dello Stato sarà al suo fianco in questa indagine ad altissimo rischio.
Longanesi, 2008
Pag. 508, Euro 18,60
Traduzione Stefano Bortolussi
Madrid. Il presidente degli Stati Uniti John Henry Harris, in Europa per incontrare i capi di Stato dei Paesi membri della Nato, scopre che nel suo entourage si annidano pericolosi nemici della democrazia e della pace. I nemici si ispirano a un'appendice segreta del Principe di Machiavelli, la Regola, un documento custodito per cinquecento anni dalla setta più spietata del mondo, una confraternita internazionale alla quale appartengono uomini di potere assolutamente insospettabili. Washington. Quando Nicholas Marten riceve la telefonata di Caroline, il suo primo amore, è troppo tardi. Lei ha perso il figlio e il marito - un influente membro del Congresso - in un incidente aereo ed è stata ricoverata in seguito a un malore. All'arrivo di Nicholas, la donna è già in fin di vita, ma prima di morire mormora frasi sconnesse in cui accenna a una mano omicida che avrebbe colpito prima i suoi cari e poi lei. Sentendo che nelle ultime parole di Caroline ci sono troppi misteri, Nicholas decide di indagare. Ma non immagina l'orrore che lo aspetta e, soprattutto, quale alta personalità dello Stato sarà al suo fianco in questa indagine ad altissimo rischio.
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lunedì 14 gennaio 2008
Dossier Odessa
Frederick Forsyth
Mondadori, Oscar Bestsellers
Pagine 352, Euro 8.80
Traduzione: Marco Tropea
Gli Oscar Mondadori da un paio d’anni stanno ristampando tutti i lavori dell’inglese Frederick Forsyth, ex giornalista passato a scrivere thriller eccellenti legati all’attualità. L’ultimo suo lavoro, L’afgano, affronta ad esempio il terrorismo di Al Qaeda e dipinge l’organizzazione islamica dal di dentro attraverso fonti affidabili.
Un approccio simile, quello cioè di mescolare l’indagine giornalistica alla fiction, è diventato lo stile inconfondibile di Forsyth fin dagli esordi nel 1971 con Il giorno dello sciacallo.
In Dossier Odessa (la cui prima pubblicazione avvenne nel 1972) l’autore descrive la misteriosa organizzazione di ex nazisti nata subito dopo la fine della II Guerra Mondiale con un duplice obiettivo: da un lato evitare ai propri commilitoni (tra le cui fila si celavano molte SS) gli arresti e i relativi processi; dall’altro organizzare una sorta di contropotere in Germania cercando di fare arrivare in ruoli chiave dell’industria e della politica uomini fidati, con l’obiettivo di riportare in auge il nazismo.
Una sera di novembre del 1963, nello stesso giorno in cui il Presidente John Fitzgerald Kennedy è assassinato a Dallas, il ventinovenne giornalista indipendente Peter Miller, alla ricerca di notizie da pubblicare, si reca in un quartiere d’Amburgo dove è appena avvenuto un suicidio. La vittima è un vecchio ebreo, Solomon Tauber. L’ispettore incaricato delle indagini confida a Miller che l’anziano ha lasciato un manoscritto sconcertante nel quale descrive il suo internamento nel campo di concentramento di Riga. Miller riesce ad avere il testo e scopre un universo a lui ignoto, finora rimosso dalla memoria dei giovani tedeschi, quello legato allo sterminio degli ebrei. Il campo di Riga era governato con brutalità dal capitano Eduard Roschmann e il giovane resta così scioccato dalla lettura del diario che decide di mettersi alla caccia del macellaio di Riga, ovviamente ancora a piede libero grazie a una nuova identità.
Nel corso della sua ossessiva ricerca Miller entra in contatto anche con il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal (il personaggio col nome di Liebermann era al centro de I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin) che gli svela l’universo sommerso legato all’organizzazione Odessa.
Nel frattempo alcuni ebrei che lavorano per l’esercito israeliano contattano Miller e gli offrono la possibilità di crearsi una nuova identità con lo scopo di infiltrarsi nell’Odessa e riuscire così a sapere la vera identità di Roschmann.
Con uno stile secco Forsyth avanza implacabile, scena dopo scena, verso la risoluzione finale che nasconde anche le reali motivazioni che spingono Miller a cercare il boia nazista. All'epoca il libro suscitò accese discussioni in Germania poiché condannava l'indifferenza delle nuove generazioni tedesche rispetto alle atrocità commesse dai loro padri durante la II Guerra Mondiale.
A circa quarant’anni dalla sua pubblicazione Dossier Odessa è ancora un romanzo avvincente, perfetto compromesso tra lettura di qualità e intrattenimento, poiché incentrato sulla aristotelica struttura narrativa in tre atti nella quale i protagonisti rivelano la loro natura psicologica attraverso l’azione.
Mondadori, Oscar Bestsellers
Pagine 352, Euro 8.80
Traduzione: Marco Tropea
Gli Oscar Mondadori da un paio d’anni stanno ristampando tutti i lavori dell’inglese Frederick Forsyth, ex giornalista passato a scrivere thriller eccellenti legati all’attualità. L’ultimo suo lavoro, L’afgano, affronta ad esempio il terrorismo di Al Qaeda e dipinge l’organizzazione islamica dal di dentro attraverso fonti affidabili.Un approccio simile, quello cioè di mescolare l’indagine giornalistica alla fiction, è diventato lo stile inconfondibile di Forsyth fin dagli esordi nel 1971 con Il giorno dello sciacallo.
In Dossier Odessa (la cui prima pubblicazione avvenne nel 1972) l’autore descrive la misteriosa organizzazione di ex nazisti nata subito dopo la fine della II Guerra Mondiale con un duplice obiettivo: da un lato evitare ai propri commilitoni (tra le cui fila si celavano molte SS) gli arresti e i relativi processi; dall’altro organizzare una sorta di contropotere in Germania cercando di fare arrivare in ruoli chiave dell’industria e della politica uomini fidati, con l’obiettivo di riportare in auge il nazismo.
Una sera di novembre del 1963, nello stesso giorno in cui il Presidente John Fitzgerald Kennedy è assassinato a Dallas, il ventinovenne giornalista indipendente Peter Miller, alla ricerca di notizie da pubblicare, si reca in un quartiere d’Amburgo dove è appena avvenuto un suicidio. La vittima è un vecchio ebreo, Solomon Tauber. L’ispettore incaricato delle indagini confida a Miller che l’anziano ha lasciato un manoscritto sconcertante nel quale descrive il suo internamento nel campo di concentramento di Riga. Miller riesce ad avere il testo e scopre un universo a lui ignoto, finora rimosso dalla memoria dei giovani tedeschi, quello legato allo sterminio degli ebrei. Il campo di Riga era governato con brutalità dal capitano Eduard Roschmann e il giovane resta così scioccato dalla lettura del diario che decide di mettersi alla caccia del macellaio di Riga, ovviamente ancora a piede libero grazie a una nuova identità.
Nel corso della sua ossessiva ricerca Miller entra in contatto anche con il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal (il personaggio col nome di Liebermann era al centro de I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin) che gli svela l’universo sommerso legato all’organizzazione Odessa.
Nel frattempo alcuni ebrei che lavorano per l’esercito israeliano contattano Miller e gli offrono la possibilità di crearsi una nuova identità con lo scopo di infiltrarsi nell’Odessa e riuscire così a sapere la vera identità di Roschmann.
Con uno stile secco Forsyth avanza implacabile, scena dopo scena, verso la risoluzione finale che nasconde anche le reali motivazioni che spingono Miller a cercare il boia nazista. All'epoca il libro suscitò accese discussioni in Germania poiché condannava l'indifferenza delle nuove generazioni tedesche rispetto alle atrocità commesse dai loro padri durante la II Guerra Mondiale.
A circa quarant’anni dalla sua pubblicazione Dossier Odessa è ancora un romanzo avvincente, perfetto compromesso tra lettura di qualità e intrattenimento, poiché incentrato sulla aristotelica struttura narrativa in tre atti nella quale i protagonisti rivelano la loro natura psicologica attraverso l’azione.
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